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mercoledì 27 ottobre 2010

La tua cucina con 3 elementi ALTAMENTE AFRODISIACI...


Buon giorno a tutti…..Vi sono piaciuti gli spaghetti?

Oggi parliamo di una spezia particolarmente “afrodisiaca”…..lo zenzero….. con la quale faremo un dolce molto particolare…..



Prima di ciò, voglio segnalare  un appuntamento importante  a cui TUPuoi essere Protagonista insieme a me:  “ Week-end  da Gourmet in Tuscia”, 27-28 novembre.
Ti invito a leggere QUI i dettagli e a prenotare ADESSO perché è a “numero chiuso”.

Detto questo, iniziamo…siete pronti??!!

Lo zenzero una è pianta erbacea perenne, originaria dell’Asia Tropiacale.
Dal rizoma (la sua radice) si ricava una spezia fortemente aromatica e piccante, dal sapore molto forte, pungente e aspro.
Dal punto di vista storico, lo zenzero era apprezzato da Confucio per le sue capacità di schiarire la  mente; era inoltre apprezzato dai Greci e dai Romani, che pur di mangiarlo accettavano anche di pagare forti tasse. Gli Arabi attribuivano invece allo zenzero particolari capacità afrodisiache:  in aggiunta al miele rinvigoriva le prestazioni sessuali.
In epoca più recente il Poeta Maledetto Francois Villon nel suo “Testamento” afferma che lo zenzero ha la capacità di “far congiungere gli organi genitali dei due sessi”.
Lo zenzero nella cultura cinese è ottimo  anche per rafforzare l'energia maschile del fuoco e della vitalità, infatti in Cina è considerato un efficace tonico Yang.

Recentemente allo zenzero è stato dato anche il soprannome di “Viagra dei poveri” proprio per esaltare queste sue proprietà: senza dubbio quindi lo zenzero è la spezia afrodisiaca per eccellenza.
Nella mia cucina lo zenzero è un ingrediente fondamentale, come potrete vedere anche nel prossimo aggiornamento.

Detto questo passiamo ora alla nostra ricetta, un dolce particolare esaltato dalla presenza di questa spezie che lo rende veramente seducente.

CIALDE AL MIELE , MOUSSE  DI RICOTTA DELLA TUSCIA,  SALSA SI ANANAS ALLO ZENZERO.

INGREDIENTI PER 4/6 persone:

PER LA MOUSSE:

CREMA DI LATTE: 200 gr
RICOTTA di pecora:  200 gr
ALBUME D’UOVO: 120 gr
ZUCCHERO: 80 gr
BACCELLO DI VANIGLIA: 1
COLLA DI PESCE: 6/8 gr

Portiamo a lenta ebollizione la panna col baccello di vaniglia (accuratamente sgranato). Lasciamo raffreddare appena  e aggiungiamo la ricotta, amalgamando dal basso verso l’alto.

Montiamo poi gli albumi con una frusta e dopo circa 4 minuti aggiungiamo lo zucchero: lo zucchero aiuta l’albume ad essere più stabile.

Uniamo poi  i due composti (albumi e ricotta), amalgamandoli dal basso verso l’alto.

Nel frattempo scaldiamo un poco di latte, nel quale faremo sciogliere gli 8 gr di colla di pesce che avremo ammollato in acqua freddissima.

Uniamo ai due composti e continuiamo ad amalgamare, fino a completo amalgama.  

PER LA SALSA:
60 gr di acqua
30 gr di zucchero
½ baccello di vaniglia
200 gr di polpa di ananas fresca
1 “noce” di zenzero fresco

Tagliamo  l’ananas a cubetti;
prepariamo  poi uno sciroppo scaldando l’acqua con zucchero e vaniglia.

Quando lo zucchero è sciolto completamente uniamo, fuori dal fuoco, l’ananas ed il succo di zenzero (ottenuto schiacciando il rizoma con uno spremiaglio), mescolando e lasciando il tutto in infusione.
A preparazione avvenuta,  frulliamo la salsa che deve avere una giusta densità.

PER LE CIALDE AL MIELE
BURRO MORBIDO  170 gr
ZUCCHERO A VELO 250 gr
MIELE MILLEFIORI 125 gr
FARINA (o fecola di patate): 125 gr.

Amalgamiamo tutti gli ingredienti, ottenendo un composto omogeneo. Il burro deve avere la consistenza di una crema per il corpo: per questo lo dobbiamo tenere fuori dal frigo per almeno un’ora.

Mettiamo il composto ottenuto in surgelatore a raffreddare.

Per la cottura delle cialde formiamo delle palline che cuoceremo al microonde per 30/40 secondi circa (a potenza massima), il tempo dipende dalla potenza del forno microonde.

Sformiamo  la salsa di ananas al centro del piatto, formiamo poi delle “quenelle” con un cucchiaio, alternandole alle cialde al miele, che dovranno essere posizionate sulla ricotta, schiacciandola leggermente: decoriamo infine con zucchero a velo!

Al prossimo aggiornamento!

Fabio

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domenica 24 ottobre 2010

La tua cucina con 3 elementi ALTAMENTE AFRODISIACI...


Ciao a tutti, ed un caloroso ringraziamento a coloro che, sia sul blog che su Facebook mi seguono in modo costante.

Questa settimana voglio parlarvi di tre elementi fondamentali della mia cucina, elementi altamente afrodisiaci, che sono alla base di gran parte dei miei piatti.

Faccio una premessa: la mia cucina, alla ricerca costante di nuovi sapori ed accostamenti è sempre caratterizzata da un uso importante di erbe aromatiche  e spezie: scopro l’acqua calda dicendo che erbe aromatiche e  spezie rivestono un ruolo importante, soprattutto quando si vuole diminuire l’uso di ingredienti  come il sale  (il sale aromatico che sono riuscito a creare con la combinazione di erbe e spezie è una vera chicca….. ma  questo sarà oggetto di approfondimenti in  una prossima serie di incontri sull’argomento Cucina e Salute che vi invito a seguire).

Passiamo allora alle nostre tre protagoniste della nostra settimana…..siete pronti?
Allora Z.A.F……
ZenzeroAglio…..e Finocchio.

Parliamo oggi dell’aglio.
L’aglio è un erba aromatica  a bulbo appartenente alla famiglia delle liliacee (stessa di cipolla e scalogno), formata da tanti spicchi dal sapore forte che si attenuano solo dopo lunga cottura.

Dal punto di vista storico fin dall’antico Egitto sono note le sue proprietà terapeutiche, basti pensare che  i Faraoni lo facevano mangiare a coloro che costruivano le  Piramidi per preservarli da malattie e infezioni intestinali, ma anche per dare loro maggiore resistenza fisica.

Alessandro Magno dedicò addirittura la pianta agli dei della guerra, ritenendo che i soldati sarebbero diventati più valorosi quando l’avessero assunta.
L’aglio è inoltre un Afrodisiaco molto attivo nella tradizione popolare, anche dei Romani per i quali era la pianta sacra a Cerere, Dea della Fertilità, e  ne mangiavano grandi quantità durante i banchetti.
In cucina l’aglio usato fresco dà risultati migliori; se imbiondito in olio deve essere cotto a calore moderato: rischia di bruciarsi facilmente.
Posso consigliare l’utilizzo della varietà di Proceno, un piccolo paese dell’Alta Tuscia Viterbese. L’aglio rosso di Proceno è un aglio di spiccata personalità, che viene coltivato in terreni collinari caratterizzati da climi miti di tipo temperato-sublitoraneo; ha sapore forte, profumo intenso e persistente e soprattutto vanta buona digeribilità ed alta attitudine alla conservazione.

Dopo questa premessa una ricetta semplice ma da eseguire con ingredienti ricercati e soprattutto con una tecnica di cottura particolare,  per ottenere un risultato veramente “seducente”.

Spaghetti di Gragnano con aglio, olio, pecorino  (e peperoncino)

Per 4 Persone
500 gr di spaghetti (io utilizzo sempre la varietà di Gragano, o altra varietà artigianale).
Olio Extra Vergine di Oliva:  consiglio un olio a base di “cultivar” muraiolo, in quanto con la sua piccantezza leggera, gratta il “gozzo” di chi mangia esaltando il gusto di un piatto semplice come quello preparato. In alternativa vi consiglio un’olio a base di cultivar “carboncella” tipica della Sabina Laziale (Provincia di Rieti), sempre per lo stesso motivo.
Aglio: consiglio sempre aglio rosso (meglio se di Proceno).
Pecorino: 80/100 gr circa di Pecorino Falisco stagionato (un formaggio prodotto dal mio amico, Gianni, titolare di un Caseificio Artigianale nella Bassa Tuscia), in alternativa potrete usare Pecorino Romano.

Peperoncino: in questa ricetta il peperoncino va usato a crudo a guarnizione del piatto, ma  questo dipende dal gusto dei commensali e dal grado di seduzione che si vuole ottenere.

Procedimento di cottura: Ora miei cari fate bene attenzione, questa tecnica porta ad un ottimo risultato:

Innanzitutto togliamo l’anima all’aglio e  lo tagliamo in fettine sottilissime: fatto questo lo soffriggiamo  a bassa temperatura per mantenerlo biondo e croccante: appena pronto lo togliamo tenendolo da parte.

Cuociamo poi gli spaghetti che, normalmente, hanno dai 10 ai 12 minuti di cottura: arrivati a circa metà cottura tuttavia,  togliamo gli spaghetti dall’acqua li mettiamo nella padella con l’olio dove abbiamo soffritto l’aglio.

Nota:
Questa Tecnica di cottura l’ho provata personalmente con  Angelo Troiani durante il corso al  Gambero Rosso:  in generale quando facciamo una pasta in bianco abbiamo bisogno di più amido per dare alla salsa maggiore durata: quindi per ottenere questo risultato dobbiamo togliere la pasta dalla pentola di cottura qualche minuto prima, affinché ci sia maggiore fuoriuscita di amido che permetta alla salsa di durare dall’inizio alla fine e che non faccia incollare la pasta: l’amido rende infatti la pasta mangiabile anche da fredda, creando la cremina omogenea e duratura che non la fa incollare e non la fa attaccare.

Continuiamo così la cottura degli spaghetti, aiutandoci con l’acqua di cottura: possiamo procedere in due modi: o spadelliamo gli spaghetti o li giriamo nella padella con una forchetta con la tecnica del  mulinello: così facendo si termina la cottura e si forma la crema omogenea.

Quando la pasta è cotta la mantichiamo a freddo ossia fuori dal fuoco, aggiungendo pecorino e un po’ di acqua fredda……mi raccomando la mantecatura a freddo: solo così il pecorino non coagula e forma con l’amido della pasta una crema omogenea perfetta!.

Siamo pronti per impiattare i nostri spaghetti: li guarniamo con le fettine di aglio imbiondite e messe da parte e (se vi piace) con del peperoncino a fettine tagliato fresco.

Decoriamo il bordo del piatto con del prezzemolo tritato.

Dimenticavo  hai letto del Week-end Gourmet in Tuscia del 27-28 novembre? NO?? Allora  LEGGI QUI subito e PRENOTA il tuo posto. E’ a numero chiuso!

Al prossimo aggiornamento……a base di ZENZERO.

Fabio

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