Visualizzazione post con etichetta l'arte della seduzione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta l'arte della seduzione. Mostra tutti i post

venerdì 29 ottobre 2010

La tua cucina con 3 elementi ALTAMENTE AFRODISIACI...





Ed eccoci alla fine della settimana….con la solita chicca….

Protagonista della ricettà è il finocchio.

E' un ortaggio appartenente alla famiglia delle ombrellifere: ha foglie bianche e assai carnose, a forma di bulbo (più tondo i maschi,i migliori da mangiare crudi,  più allungato le femmine) che si assottigliano a tubo nella parte superiore dove prendono uno spiccato colore verde.
Indice di qualità sono aspetto sodo e carnoso e di color bianco candido delle foglie.

Dal punto di Vista Storico le proprietà curative del Finocchio sono conosciute fin dai greci: una curiosità: la celebre battaglia di Maratona, la pianura dell’Egeo dove nel 490 a.c. i Greci sconfissero i Persiani, si svolse proprio in un “campo di finocchi” (è infatti il significato del nome “Maratona”).

Le virtù afrodisiache del Finocchio sono state celebrate anche da Plinio il quale sosteneva che oltre a stimolare l’appetito sessuale, favoriva anche negli uomini la produzione di sperma: anche il finocchio ha spiccate qualità afrodisiache, peraltro scientificamente provate.

Un’altra curiosità Infinocchiare…ossia ingannare, nel medioevo gli Osti, offrivano ai loro ospiti un gambo di finocchio per ingannarli nel caso in cui servivano loro un vino scadente.

Siccome tende ad ammaccarsi, il finocchio deve essere conservato in frigorifero ben separato.

Il finocchio ha una spiccata aromaticità e croccantezza e può essere consumato anche crudo.

La varietà selvatica è usata come erba aromatica (così come il fiore di finocchio).

La varietà di Tarquinia (in provincia di Viterbo),  è il finocchio che prediligo:  possiede ampie foglie e fiori gialli; presenta colore bianco /verde con profumo intenso e persistente tipicamente aniciato; il sapore è dolce e gustoso con consistenza soda e croccante.

Il finocchio va privato delle foglie esterne e delle parti terminali; lo si taglia in 4 parti e lo si lava con cura soprattutto al centro. Se cotto intero si deve incidere lo zoccolo con un taglio a croce che facilita la cottura.

Perdonatemi…..come al  solito mi sono dilungato troppo, ma  MI PIACE TROPPO  parlarvi delle materie prime….passiamo quindi alla ricetta.

VELLUTATA DI FINOCCHIO DI TARQUINIA CON POLPETTINE  DI CONIGLIO  AL PROFUMO DI TIMO, ZENZERO E ARANCIA

Cuciniamo insieme allora ….e fate bene attenzione che gli ingredienti questa volta ve  li indico in grassetto nella ricetta:

Con 1 sedano, 1 carota grande, 1 cipolla prepariamo una brunuoise, ossia dei piccoli dadini, che poi stufiamo delicatamente a fuoco dolce con 60 gr di burro. Aggiungiamo poi 1 Kg di finocchio, (preferibilmente di Tarquinia) lavato e tagliato grossolanamente con lo zoccolo spaccato per facilitare la cottura, (preferibilmente usiamo il maschio, ossia quello tondo), facendo stufare il tutto per qualche minuto. Aggiungiamo poi del brodo vegetale caldo…..

Consiglio per un buon brodo: Il brodo  deve sobollire piano; ingrediente importante è la cipolla che deve essere spaccata in senso equatoriale, puntellata con dei chiodi di garofano e brasata con dell’olio a fuoco dolce; gli zuccheri rilasciati dalla cipolla vanno poi raccolti  con abbondante acqua fredda, e messi nel brodo.

Le altre verdure (sedano, carote, zucchine, cipolla rossa, ecc) devono essere tagliate in grandi pezzi e la carota anziché pelata deve essere grattata (dà più sapore); inoltre si possono aggiungere dei gambi di prezzemolo e mezzo pomodoro.

Lasciamo cuocere per bene, aggiungendo anche una patata, che in questa ricetta funge da elemento legante ed un  piccolo pezzo di cotica di prosciutto, che poi toglieremo.

A cottura ultimata, frulliamo il tutto, passiamo al colino, aggiustando la densità della vellutata così ottenuta profumando con un cucchaino di Pernod o Sambuca (questo in modo che si richiami il sapore leggermente e gradevolmente “aniciato” della vellutata).

Nota: rispetto alla vellutata tradizionale, questa è una ricetta più leggera grazie alla presenza della patata come elemento legante (al posto della tradizionale crema di latte) ed alla totale assenza delle uova: è un piatto adatto quindi ad ogni stagione.

Polpettine di Coniglio:
Prendiamo circa 1 Kg di polpa di  coniglio e la maciniamo finemente; aggiungiamo  del guanciale magro (circa 100 gr) macinando il tutto nuovamente in modo accurato; aggiungiamo 10 gr di succo d’arancia e un cucchiaino di scorza di arancia,  una bella grattugiata di  zenzero (ad occhio ma senza esagerare) e  mescoliamo accuratamente il tutto, aggiungendo poi due tuorli d’uovo (o un’uovo intero) e 2 fette di pane in cassetta bagnato nel latte e strizzato.

Facciamo poi il pane aromatico, aggiungendo al pane grattato (o in alternativa al pane in cassetta passato al mixer) prezzemolo, aglio spremuto e timo.

Formiamo le polpettine, le passiamo nell’uovo e nel pane aromatico, friggendole poi in olio di arachidi a 170° C circa (temperatura calda).

La particolarità delle polpettine è data dal fatto che lo zenzero, accoppiato all’aglio, messo nel pane aromatico,  esalta tutte le preparazioni in cui vi è presenza di arancia.

In una fondina mettiamo la vellutata, e all’interno le polpettine appena fritte (caratteristica di questa preparazione è l’accoppiamento del “morbido” della vellutata con  il “croccante” delle polpettine): decoriamo con della scorza d’arancia e serviamo caldo….Buon appetito…e buona seduzione.

Se vi occorre un consiglio o se vogliamo provare insieme qualche ricetta….non esitate a contattarmi. Potete farlo QUI...

Voglio ricordarvi  un appuntamento importante  in cui TUPuoi essere Protagonista insieme a me:   “ Week-end  da Gourmet in Tuscia”, 27-28 novembre.

Vi invito a leggere 
QUI i dettagli e a prenotare adesso perché è a “numero chiuso”.
Per chi si iscrive entro il 5 novembre è prevista UN’ AGEVOLAZIONE!

Al prossimo aggiornamento…

Buon Week-End!

Fabio



lunedì 11 ottobre 2010

La tua cucina come arte per sedurre...



Ciao tutti e ben trovati!
Questa settimana, cominciamo a scrivere  sull’ argomento  cucina e seduzione” . Tratto quello che secondo il mio punto di vista è il cibo afrodisiaco per antonomasia:
i crostacei.
Da dove viene innanzitutto il termine “afrodisiaco”? Deriva da Afrodite, dea dell'amore e della bellezza,  la quale è nata dalla spuma del mare:  "afrodisiaco" indica quindi  ogni sostanza capace di esaltare lo stimolo o il potere sessuale.
Afrodite è nata dal mare, conseguenza logica vuole che tutto cio che viene dal mare può essere considerato un cibo che conduce all'amore.
Certo, dal punto di vista scientifico non vi sono prove relative alle capacità afrodisiache dei crostacei, ma  senza dubbio essendo alquanto gustosi, leggeri e, spesso, da mangiare con l'uso delle mani, sono certamente tra i cibi più richiesti per "Cene intime e afrodisiache" 
Il nome crostacei deriva da “crosta” cioè dal rigido guscio che ricopre l’animale. Tre sono le famiglie di crostacei (i crostacei nuotatori come il gambero, lo scampo e l’aragosta; quelli detti “brachiuri” come il granchio e quelli detti stomatopodi come le canocchie.
Dal punto di vista storico  naturalmente i crostacei sono da sempre presenti,
sin dall'antichità, sulle tavole dei banchetti. 
 
Aragoste, scampi, gamberi e granchi rappresentano l'emblema della rinascita e della resurrezione, ma sono anche considerati da alcuni simbolo d'instabilità.
I  Romani consideravano  i crostacei pietanza preziosa, e tale considerazione poi rimase nella cucina medievale e rinascimentale.
Dal punto di vista religioso, se gli ebrei ne vietavano il consumo, i cristiani addirittura attribuivano ai crostacei il significato di “resurrezione”, come ricordato sopra poiché in primavera rinnovavano il loro involucro spogliandosi del vecchio.
Vi sono anche dei significati negativi ad essi attribuiti: Nel Medioevo, il comportamento dell’aragosta che saliva alla superficie del mare e si inabissava  subito dopo, simboleggiava l'adulatore o la persona inaffidabile che con disinvoltura cambiava il proprio modo di pensare a seconda delle circostanze. Il Gambero invece addirittura rappresentava il demonio per il suo camminare all’indietro.
Torniamo però alle qualità afrodisiache dei crostacei, dovute soprattutto alla loro leggerezza ed al fatto che per mangiarli, soprattutto in una cena intima, è bene mangiarli con le mani.
Tratteremo in questa settimana due ricette per una cena "Seducente"“ a base di crostacei, cena che si conclude con una chicca da non perdere.
Nota: do per scontato che nella vostra cucina non manchino mai olio (extra vergine di oliva), sale, pepe e tutti gli ingredienti comuni che potrebbero non essere indicati nella ricetta.
Seguitemi e prepareremo insieme una cena veramente seducente.Siete pronti??!! Iniziamo…
======================

Zuppa di lenticchie con gamberoni scottati al rosmarino 
500 gr di lenticchie (Lenticchie di Onano, le mie preferite).
1 Costa di Sedano, 1 carota, 1 cipolla
Mazzetto aromatico (salvia alloro rosmarino, legati ad una cotica di prosciutto)
18 Gamberoni
Rosmarino  e Lardo battuti
Brodo Vegetale
Questa ricetta è ottima come antipasto, ma rappresenta anche un piatto unico: può essere cucinata sicuramente per una cena a lume di candela, e rappresenta un modo originale per sedurre il vostro partner.
Le lenticchie da me preferite sono quelle di Onano, un piccolo paesino dell’ Alta Tuscia Viterbese, dove questo legume viene ottenuto da terreni particolari, vulcanici e sabbiosi,  che ne esaltano il sapore. Conosciuta anche come la Lenticchia dei Papi (era la preferita di Pio XII) ha una buccia quasi inesistente ed una pasta vellutata, fine e cremosa.
Le lenticchie sono l’unico legume che, nelle mie preparazioni,  non necessita di ammollo preliminare, anche se durante la cottura bisogna fare molta attenzione a non farle attaccare.
La mia “Chicca”: Per la preparazione delle lenticchie infatti io uso il sistema della “risottatura”: soffriggo in olio extra vergine di oliva una costa di sedano, una carota e una cipolla spaccata a metà (in senso “equatoriale) – consiglio: per una migliore aromaticità del piatto è bene puntellare la cipolla con tre chiodi di garofano.
Mentre il soffritto procede e l’olio è ben caldo, metto in pentola circa 500 gr di lenticchie (sufficienti per 6/8 persone) e le faccio tostare come se facessi un risotto, a fiamma alta e girandole continuamente con un mestolo.
Dopo qualche minuto aggiungo brodo vegetale caldo (già vi ho consigliato come si prepara) e iniziate la cottura, aggiungendo, ad ebollizione avvenuta, un mazzetto aromatico legato ad una “cotica” di prosciutto.
Le lenticchie necessitano ora di circa 3 ore di cottura lenta (preferibilmente in una pentola di coccio): questa cottura le rende morbide all’interno ma la loro buccia non si spacca, rimanendo al dente.
Appena pronte le lenticchie, tolgo la testa ai gamberoni, corazza compresa. Tolgo il filo nero (intestino) aiutandomi con uno stuzzicadenti e poi preparo un battuto di lardo e rosmarino col quale condisco i gamberoni che poi scotterò in una padellina antiaderente senza olio. I gamberoni vanno appena scottati.
Su una fondina metto le lenticchie e poi i gamberoni scottati, decorando con del prezzemolo. Fatto!
Mi fa piacere ricevere i commenti di quanto hanno deciso di prepararla e sul risultato ottenuto. Nel senso di preparazione….non di altro.
Al prossimo aggiornamento e Buona seduzione!
DIMENTICAVO!
Ho previsto un REGALO ESCLUSIVO per te che ti iscrivi Gratuitamente a W&T-News... con la quale ricevi, idee, suggerimenti  e consigli per le tue ricette, il tuo tempo libero, i tuoi viaggi e il tuo lifestyle. Questo regalo è RISERVATO SOLO alle prime 50 iscrizioni!  Iscriviti adesso Qui!
Se desideri informazioni per il servizio di Personal Chef  a domicilio, puoi scrivermi Qui...

Alla prossima!

Fabio.

Visualizzazioni di pagine: ultimo mese